mercoledì 28 ottobre 2009

e) la cementificazione - È pura follia!

Oggi mi sono imbattutto in due articoli contro la cementificazione. Non può essere solo una coincidenza. Mentre in Sardegna, a Santa Lucia, si combatte contro la distruzione di una pineta a vantaggio della costruzione di 4 alberghi (firma la petizione), a Reggio Emilia si constata che "ci sono oltre 7.000 appartamenti sfitti o invenduti ma si continua a costruire".
Santeramo, un piccolo paese di 26 mila abitanti ai confini delle province di Bari e Matera, ha lo stesso cancro: appartamenti a schiera e condomini che stanno mollemente invadendo ogni spazio libero, soffocando strade e ostruendo prospettive. Centinaia e centinaia di appartamenti, forse un migliaio. Dove sono state finora tutte le persone a cui sono destinati? Dove sono le famiglie con disponibilità di liquidi per acquistarle? Dove sono le banche disposte a finanziare l'acquisto? Cosa fanno gli amministratori che dovrebbero garantire ordine e sostenibilità all'urbanistica? Dove guardano i cittadini che, se non vogliono far valere i propri diritti, dovrebbero almeno tutelare quelli dei propri figli?
Chi ha una risposta almeno a una di queste domande parli.

domenica 7 giugno 2009

TOGLIAMOGLI IL DIRITTO DI VOTO!

Togliamogli il diritto di voto! Ho sentito con le mie orecchie: «...sinceramente, io non so nemmeno per cosa sto votando.» erano due ragazzi poco più che ventenni in coda alla sezione, dietro di me. Dare a queste persone il diritto di voto è come mettere un pacco di fiammiferi o un coltello in mano a un bambino.

lunedì 5 gennaio 2009

d) l'infantilismo

Secondo dati Istat, se ce ne fosse bisogno, i giovani italiani lasciano sempre più tardi le loro famiglie di origine. Per quanto ne so, questa tendenza, anche se in maniera molto più modesta, è condivisa anche dai giovani statunitensi. Le cause sono molte e variamente dibatutte, ma quello che a me interessa far notare è che restare nella casa dei propri genitori pospone il periodo della maturità, quello in cui le decisioni e le responsabilità devono essere prese in prima persona, senza paracadute.
A questo dato se ne possono associare molti altri: l'aumento dei partecipanti ai giochi di ogni genere, il disinteresse alla politica, l'aumento dei consumi di droga e alcool... Sono a mio avviso tutti sintomi dell'infantilismo dilagante, della rinuncia ad assumersi le responsabilità delle proprie azioni.
Anche questa sarà una causa dell'estinzione.

giovedì 1 gennaio 2009

Il cancro della terra

Buon anno nuovo. Cosa accadrà di nuovo in quest'anno? Temo niente, spero molto.
Ieri, parlando con alcuni amici, ho scoperto una prospettiva nuova: l'uomo come cancro della terra. Siamo davvero il virus che sta avvelenando questo pianeta? Secondo il mio amico la terra reagisce all'infezione come può, come un organismo che scatena i suoi anticorpi per difendersi. L'assottigliamento dello strato di ozono, l'innalzamento delle temperature sarebbero allora il mezzo che la terra ha per sbarazzarsi dell'umanità. Ho ricordato al mio amico che non sempre gli organismi sopravvivono alle infezioni, qualche volta soccombono.
Il punto è che in ogni caso, o che la terra ci distrugga o che l'umanità distrugga la terra, non c'è scampo. L'unica via possibile è invertire la rotta. Buon anno nuovo.

sabato 20 settembre 2008


Nessuna guerra, la demolizione di fabbricati incompleti precede la costruzione di nuovi appartamenti inutili.

giovedì 7 agosto 2008

Più poteri ai sindaci

Il governo ha appena varato una legge per dare più potere ai sindaci, in collegamento con questori e prefetti (vi ricorda qualcosa?) e il sindaco di Roma, Alemanno, per prima cosa ha dotato la polizia municipale di armi. Contemporaneamente l'esercito ha iniziato ad affiancare le forze dell'ordine nelle città.
Cosa c'entra tutto questo con l'estinzione? Ancora non lo so, ma quando i dinosauri cominceranno a cadere, spero di avere un posto dove ripararmi.

domenica 27 luglio 2008

I Guardiani della Reazione

Il mondo tende verso la semplificazione. Un giorno questa affermazione dovrà essere approfondita e corredata di prove. Oggi accettatela come un assunto per questa discussione.
La semplificazione passa attraverso il mancato rispetto delle regole, siano esse grammaticali, etiche, politiche o sociali. Spesso questo significa anche impoverimento, ma anche questa è un'altra storia.
Penso ai figli, che sempre più, ad ogni generazione, spostano verso il basso il livello di regole a cui devono sottoporsi su quello che possono dire, su come si devono vestire, su quello che devono fare. Ne ero convinto quando ero solo figlio e ne sono ancor più convinto ora che sono anche genitore: il ruolo dei giovani è proprio questo, andare oltre il consentito, spostare i limiti sempre un po' più in là, sperimentare nuove possibilità. Senza questa forza non ci sarebbe progresso.
Questo ha le caratteristiche di una presbiopia, visione perfetta in lontananza, ma scarsa messa a fuoco di quello che è sotto gli occhi. Per questo anche i genitori hanno un ruolo; è non è quello dei pedanti, noiosi seccatori che tentano ottusamente e inutilmente di frenare l'impeto dei giovani. Essi, invece, sono una sorta di lente oftalmica, per focalizzare il presente e il passato, hanno una specie di collocazione naturale che deve equilibrare lo sbilanciamento verso la novità, la tendenza a costruire un futuro senza fondamenta, sono i Guardiani della Reazione. È attraverso il dialogo tra queste due posizioni che si scartano le possibilità autodistruttive o quelle semplicemente inconcludenti e si selezionano invece quelle più produttive e vantaggiose. Il rapporto tra genitori e figli è solo un esempio. Sono molti gli individui, le istituzioni, gli organismi deputati ad essere Guardiani della Reazione.
Il problema, ora, è che questo ruolo viene sempre più disertato e abbandonato e lì dove, con forza, viene sostenuto e gridato, con sempre maggiore violenza è represso e disprezzato, come nel caso della Chiesa.
L'effetto di questo processo è che anche le possibilità autodistruttive non sono più scartate e, all'insegna della libertà, sono dispiegate in tutti i loro risvolti, compresi i più aberranti.